AVVISO DELL’UFFICIO TARSU IN RELAZIONE ALLE RICHIESTE DI RESTITUZIONE DELL’IVA

In merito alle richieste di restituzione dell’IVA che pervengono da parte dei cittadini, si  informa che il Comune di Trieste applica ancora  il regime relativo alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti (c.d. TARSU) e non quello della Tariffa di igiene urbana (c.d. T.I.A.).  Nel regime della tassa per lo smaltimento dei rifiuti – la cui normativa di riferimento è il decreto legislativo n. 507/93 – non è mai stata prevista l’applicazione di tale imposta (I.V.A.).  Gli avvisi di pagamento della tassa dei rifiuti che vengono quindi annualmente recapitati ai contribuenti da parte della Esatto S.p.A non contengono importi a titolo di I.V.A. e quindi il rimborso non è dovuto.


Tariffario TARSU 2007 – 2008 – 2009 approvato con delibere giuntali 130 del 16 marzo 2009 (per l’anno 2009) e 411 del 7 agosto 2009 (per l’anno 2007 e 2008) [.pdf]

La sigla “TARSU” rappresenta la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani istituita e disciplinata dal Decreto Legislativo 507/93.
La tassa è dovuta per l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nella zona del territorio comunale in cui il servizio di raccolta è attivato e viene svolto.
Sono tassabili con tariffa intera i locali e le aree che non distino più di 300 metri dal più vicino contenitore dei rifiuti; in caso contrario la tassa è dovuta nella misura del 30 per cento della tariffa.
La tassa è dovuta anche se i locali e le aree non vengono utilizzati purché risultino predisposti all’uso:

 

    • per le abitazioni, quando sono dotate di arredamento o con utenze attivate
    • per i locali e le aree a diversa destinazione, quando sono dotati di arredamenti, impianti, attrezzature e, comunque, quando risulti rilasciata licenza o autorizzazione per l’esercizio di attività nei locali ed aree medesimi o con utenze attivate

 

In caso di unità immobiliari adibite ad abitazione, in cui viene svolta anche un’attività economica o professionale, la tassa è dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie a tal fine utilizzata.
NB: Per i locali è considerata tassabile la superficie calpestabile, al netto dei muri. Sono considerate aree coperte, oltre a quelle fisicamente coperte da tetto o tettoia, anche le pertinenze costituite da poggioli o terrazze interclusi tra muri (su tre lati) e coperti.
La tassa è dovuta da chi occupa o detiene  locali o aree scoperte,adibiti a qualsiasi uso, esistenti nelle zone del territorio comunale, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra chi usa in comune i locali o le aree stesse.

Esempio:

Sono escluse dalla tassazione le aree comuni del condominio (art. 1117 del codice civile) che possono produrre rifiuti agli effetti dell’art. 4 comma 1. Resta ferma l’obbligazione di coloro che occupano o detengono parti comuni in via esclusiva.

Qualora un appartamento non sia utilizzato come civile abitazione, ne va precisata l’effettiva destinazione d’uso (ufficio, ambulatorio, ecc.).
Nel caso di abitazioni affittate ammobiliate, la tassa è dovuta dal locatario, salvo che sia di durata inferiore o pari all’anno. In tale caso, la tassa è dovuta dal proprietario locatore diretto.

 

 

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