BASE IMPONIBILE

L’IMU è dovuta per anni solari, a ciascuna dei quali corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria, proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso, computando per intero il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno 15 giorni.

Per calcolare la base imponibile dell’I.M.U. si procede come di seguito riportato:

per i fabbricati iscritti al Catasto, la base imponibile è costituita dal valore che si ottiene moltiplicando la rendita iscritta in catasto, da rivalutare del 5% (moltiplicatore 1,05 art.3 c.48, Legge 23/12/1996 n.662) per i seguenti coefficienti:

160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A – da A/1 a A/11 (abitazioni di tipo: signorile, civile, economico, popolari, ultrapopolari, rurali, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi) e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 (Magazzini e locali di deposito, stalle, scuderie, tettoie), con esclusione della categoria catastale A/10.

Esempio: fabbricato A/1, rendita 1.550,00 euro, valore imponibile = (1.550,00 + 5%) x 160 = 260.400,00 euro.

140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B – da B/1 a B/8 (Collegi e convitti, case di cura e ospedali non a scopo di lucro, prigioni e riformatori, uffici pubblici, scuole e laboratori, biblioteche, musei, gallerie, accademie, circoli, ..) e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5 (Laboratori per arti e mestieri, fabbricati e locali per esercizi sportivi non a scopo di lucro, stabilimenti balneari).

Esempio: fabbricato C/3, rendita 600,00 euro, valore imponibile = (600,00 + 5%) x 140 = 88.200,00 euro.

80

per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 (Istituti di credito, cambio e assicurativi) e per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10 (Uffici o studi privati)

Esempio: fabbricato A/10, rendita 1,500,00 euro, valore imponibile = (1,500,00 + 5%) x 80 = 126.000,00 euro.

65

per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5.

Esempio: fabbricato D/2, rendita 10.000,00 euro, valore imponibile = (10.000,00 + 5%) x 65 = 682.500,00 euro.

55

per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1 (Negozi e botteghe).

Esempio: fabbricato C/1, rendita 1.300,00 euro, valore imponibile = (1.300,00 + 5%) x 55 = 75.075,00 euro.

  • per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti al catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il valore è determinato secondo criteri cui al comma 3 dell’art. 5 del D.Lgs 504/1992;

Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1 gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma della legislazione vigente, la base imponibile è data dal valore venale dell’area ad inizio lavori senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori stessi ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato è comunque utilizzato.

Per i terreni agricoli e per i terreni non coltivati, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione rivalutato del 25% ai sensi dell’art.3 c.51 della L.23 dicembre 1996, n.662, un moltiplicatore pari al 135.

 

Calcolo dell’imposta

Determinata la base imponibile, l’imposta si calcola applicando alla stessa l’aliquota prevista per il tipo di immobile.
L’imposta complessiva va quindi frazionata proporzionalmente alla quota ed ai mesi di effettivo possesso nell’anno (si considera mese intero il possesso per almeno 15 giorni).
Per le abitazioni principali, per le tipologie assimilate all’abitazione principale e quelle previste per legge è riconosciuta una detrazione d’imposta ordinaria pari ad euro 200,00.

L’IMU si calcola come segue:

IMPOSTA DOVUTA

=

BASE IMPONIBILE (Rendita rivalutata X coefficiente o valore)

X

MESI DI POSSESSO / 12

X

PERCENTUALE DI POSSESSO

X

ALIQUOTA / 1000

Se il possesso riguarda l’abitazione principale, occorre determinare per ciascun periodo anche la quota di detrazione spettante, che si può calcolare come segue:

DETRAZIONE SPETTANTE =
detrazione euro 200,00 : numero contitolari che utilizzano l’abitazione X mesi di utilizzo :12

Decimali

L’importo totale da versare deve essere arrotondato all’euro con il seguente criterio: fino a 49 centesimi si arrotonda per difetto, oltre 49 centesimi si arrotonda per eccesso.
Esempio: se il totale da versare è pari ad euro 75,49 si arrotondano ad euro 75,00;
se il totale da versare è pari ad euro 75,50 si arrotondano ad euro 76,00.