L’imposta comunale sugli immobili, meglio nota con l’acronimo ICI, istituita e disciplinata dal Decreto Legislativo 504/92 e successive modificazioni e/o integrazioni, è stato un tributo comunale che aveva come presupposto impositivo la proprietà di fabbricati e terreni agricoli ed edificabili ed è rimasta in vigore fino all’anno 2011.

Nel 2012 è stata sostituita dall’ Imposta municipale propria (IMU), a norma del comma 1 dell’art.8 del D.Lgs 23/2011.

L’ICI era stata abolita dall’anno 2008 per l’abitazione principale ad eccezione degli immobili di categoria catastale A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) ed A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Tale esonero riguardava anche le pertinenze dell’abitazione principale e le abitazioni che il regolamento comunale aveva assimilato a quella principale come le abitazioni degli anziani ricoverati in casa di riposo oppure le abitazioni date in uso gratuito ai parenti entro il 3° grado purchè anagraficamente residenti nell’abitazione

Ad eccezione dei casi di esonero dal pagamento dell’ICI previsti dal decreto legge n. 93 del 27.5.2008 convertito in legge n. 126 del 24.07.2008 dovevano pagare l’imposta:

  •   i proprietari degli immobili (case, negozi, capannoni industriali, aree fabbricabili ecc.);
  •   i titolari di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie;
  •   il locatario di immobili concessi in locazione finanziaria (c.d. leasing);
  •   i concessionari per i fabbricati costruiti su aree demaniali in virtù di concessione amministrativa (Art. 18, comma 3, L. 388/2000).

Non dovevano pagare l’I.C.I. gli inquilini.
Erano esenti dall’I.C.I. i terreni agricoli siti nel Comune di Trieste e

  • gli immobili posseduti dallo Stato e dagli Enti Territoriali destinati a scopi istituzionali;
  • i fabbricati destinati ad attività religiose e quelli destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, purchè posseduti dagli enti medesimi e direttamente ed esclusivamente da essi utilizzati

L’esenzione spettava per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte.

Il mancato utilizzo dell’immobile per usi istituzionali o per lo svolgimento delle attività sopra riportate da parte del soggetto passivo doveva essere tempestivamente dichiarato e determinava il venir meno delle condizioni di esonero dell’imposta.

Per l’anno 2011 era in vigore l’aliquota del 4,25 per mille per l’abitazione principale (cioè la casa in cui si abita) dei residenti nel Comune, per le cantine, le soffitte ed i posti macchina utilizzati dalle persone che li possedevano e per gli altri casi meglio specificati nella deliberazione consiliare n. 9 del 13.2.2008 e l’aliquota del 7,00 per mille per tutti gli altri immobili.

La base imponibile dell’I.C.I. era costituita dal valore ottenuto come segue:

  • per i fabbricati iscritti al Catasto, si moltiplica la rendita risultante agli atti al 1° gennaio dell’anno in corso (aumentata del 5% a seguito della rivalutazione applicata nel 1997) per i seguenti coefficienti:
  • 100 per le categorie A, C (escluse A/10 e C/1)
  • 50 per le categorie A/10 e D (ad eccezione, per quest’ultimo gruppo, di quelli non iscritti al catasto, direttamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati
  • 34 per la categoria C/1
  • 140 per la categoria B
  • per le aree fabbricabili la base imponibile è costituita dal valore venale in comune commercio riferito al primo gennaio dell’anno di imposizione, con riguardo anche ai prezzi medi rilevati sul mercato per aree aventi analoghe caratteristiche.

Determinata la base imponibile, l’imposta si calcolava applicando alla stessa l’aliquota prevista per il tipo di immobile

Per l’ABITAZIONE PRINCIPALE era prevista una detrazione complessiva di euro 103,29 – rapportata al periodo dell’anno in cui si verificava quella condizione.

Avevano diritto alla detrazione maggiorata di euro 258,33 (anziché 103,29), presentando una autocertificazione entro il 31.12.2011 a Esatto spa, piazza Sansovino 2, le seguenti persone fisiche:

  • A) titolari di sola pensione o assegno sociale non superiore alla minima INPS ed i coniugi a carico degli stessi che appartengono ad un nucleo familiare composto unicamente da beneficiari di trattamenti pensionistici o assegno sociale nei limiti suddetti e con eventuali familiari a carico.
  • B) disoccupati iscritti alle liste di collocamento almeno dall’1.1.2009, o non occupati fruitori della cassa integrazione guadagni o dell’indennità di mobilità almeno dal 31.12.2010 ed i lavoratori dipendenti fruitori di cassa integrazione o iscritti alle liste di mobilità almeno dal 2010.
    Requisito indispensabile è l’appartenenza ad un nucleo familiare con un reddito annuo lordo complessivo (riferito al 2010) non superiore ad euro 11.955,98 annui lordi aumentato di euro 929,62 lordi per ogni eventuale familiare a carico.
  • C) contribuenti che appartengono ad un nucleo familiare nel cui ambito sia presente un portatore di handicap grave oppure un invalido al 100%;
    il reddito familiare complessivo (riferito al 2010) non deve essere superiore ad euro 16.526,62 annui lordi se la famiglia è composta da 2 persone e di ulteriori euro 6.713,94 annui lordi per ogni altro eventuale componente.
  • D) genitori il cui nucleo familiare al primo gennaio 2011 è composto da quattro o più figli, con reddito annuo lordo complessivo (riferito al 2010) per le famiglie con quattro figli non superiore ad euro 50.000,00, aumentato di euro 4.000,00 per ogni figlio in più.

Le agevolazioni spettavano ai contribuenti possessori della sola unità immobiliare adibita ad abitazione principale con relative pertinenze e/o accessori (autorimesse, posto macchina, ripostiglio, ecc);
l’applicazione della maggior detrazione non era consentita se il contribuente o gli altri componenti il nucleo familiare possedevano altre proprietà o comproprietà nell’ambito dell’intero territorio nazionale.

Per le ABITAZIONI DATE IN USO GRATUITO l’ICI era dovuta solo per gli immobili di categoria catastale A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) ed A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), applicando la detrazione per l’abitazione principale.
Nel caso in cui il proprietario dell’abitazione era un anziano o un disabile residente presso un istituto di ricovero o sanitario, la casa era considerata abitazione principale, purché non fosse stata affittata.